VIAGGIO A NAPOLI DELLE RAGAZZE DI MAIORCA

ALLA SCOPERTA DELLA CUCINA NAPOLETANA

VENERDÌ 27 MARZO (PRIMA PARTE)

NESSUN POSTO DISPONIBILE. TUTTO PRENOTATO

CI DISPIACE PER L’INCONVENIENZA

La seconda parte è in preparazione per aprile o maggio

Menu:

Spritz Aperol

Antipasti:

Mozzarella di bufala

Carciofi

Puntarelle di fegato

Primo:

Melanzane a «fungetielle»

Secondo:

Spaghetti alla puttanesca

Granita di mandorle

Salame di cioccolato

Vini

Caffè ed infusione

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Dopo Caffè amaro e Piano nobile

PUNTO PIENO, IL TERZO CAPITOLO DI UNA SAGA FAMIGLIARE TUTTA SICILIANA FIRMATA DA SIMONETTA AGNELLO HORNBY

Palermo, 1955. La guerra è finita, ma le vite della famiglia Sorci continuano a essere travagliate. Andrea, in preda a un accesso di rabbia, ha commesso un omicidio, e per salvarlo deve intervenire il potentissimo Peppe Vallo, figlio illegittimo del padre di Andrea, il barone Sorci. Rico, nipote di Andrea, che sa ma non parla, è un uomo tormentato, deluso dalla Sicilia ferita del dopoguerra: vive accanto a Rita, che ama e non può fare a meno di tradire. Eppure qualcosa si muove: le zie che i Sorci hanno ribattezzato “le Tre Sagge” fondano nella sagrestia della chiesa dei Santi Scalzi il Circolo del Punto Pieno. Dalla nobildonna alla monaca alla prostituta, in quel “tripudio febbrile delle dita” si dà forma a una sorta di adunanza femminile dove si rammendano traumi sociali e famigliari. È una nuova sorellanza basata su una “separazione dal mondo fuori che solo le donne, quando sono insieme, riescono a creare e a difendere”. Tra un corredino, una tovaglia e un lenzuolo, l’uomo vola sulla Luna, gli studenti si ribellano. E la tensione positiva dei movimenti a cavallo fra gli anni sessanta e settanta si scontra con le contraddizioni dell’isola. Simonetta Agnello Hornby tiene stretto il filo della saga famigliare cominciata con Caffè amaro e proseguita con Piano nobile per consegnarci un appassionante ricamo di omicidi, ossessioni, amori, violenze nella Sicilia della seconda metà del Novecento.

SIMONETTA AGNELLO HORNBY

Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. Cittadina italiana e britannica, vive dal 1972 a Londra, dove ha svolto la professione di avvocato dei minori ed è stata presidente dello Special Educational Needs and Disability Tribunal.

Palermitana di nascita ma londinese d’adozione, Simonetta Agnello Hornby è un avvocato che ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2002. Fino a quel momento si è dedicata alla sua professione a Londra, dove nel 1979 ha fondato Hornby and Levy, uno studio legale nel quartiere di immigrati di Brixton, specializzato nel diritto di famiglia e dei minori e che si occupa, in particolare, delle violenze che si consumano tra le mura domestiche. È autrice di una ricerca, pubblicata nel 1997 e al momento unica al mondo nel suo genere, sui diritti dei minori e sulle strutture per i minori in Giamaica, Trinidad, Barbados e Guyana.

All’attività di avvocato Simonetta Agnello Hornby ha affiancato l’insegnamento di diritto dei minori all’Università di Leicester ed è stata presidente dello Special Educational Needs and Disability Tribunal. Le protagoniste dei suoi libri sono donne perché «personaggi e persone più interessanti».

Per Feltrinelli ha pubblicato La Mennulara (2002), La zia marchesa (2004), Boccamurata (2007) e Vento Scomposto (2009). I suoi primi romanzi hanno un doppio comune denominatore: la Sicilia e le donne. La Sicilia popolare degli anni Sessanta, quella nobile della seconda metà dell’Ottocento, quella inquieta dei nostri giorni. Dalla Mennulara a Boccamurata le donne della Hornby si muovono in un contesto sociale e storico ostile. Ha definito i suoi primi tre romanzi una trilogia «perché pur non essendo strettamente collegati, sono tre libri che raccontano la Sicilia dal 1860 a oggi. Certi elementi vengono sviluppati da uno all’altro, per esempio il rapporto delle persone di servizio con i padroni, il paesaggio, le relazioni tra figli e genitori».,,,,,,,,

Dopo Caffè Amaro e Piano Nobile, Punto Piano è il terzo capitolo di una saga famigliare siciliana del barone Sorzi.

PUNTO DI INCONTRO; IES POLITÈCNIC

GIOVEDÌ 26 MARZO 18:30

Buona lettura !!!

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IN PREPARAZIONE LETTURA DI APRILE

NOVECENTO DI ALESSANDRO BARICCO

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ALLA SCOPERTA DE LA CUCINA NAPOLETANA VENERDÌ 20 DI FEBBRAIO

RINVIATO A CAUSA DELLA MALATTIA DEL CUOCO

CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO

ANNUNCEREMO LA NUOVA DATA A MARZO

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la storia intima di una famiglia straordinaria che ha attraversato il Novecento italiano.

UNA CASA DI FERRO E DI VENTO

Lettura del GdLi per il mese di febbraio

Lorenzo Bonini (Milano, 1988) e Paolo Valsecchi (Milano, 1990), giornalisti e scrittori, vivono e lavorano a Lecco. Insieme hanno dato vita a quella che hanno ribattezzato una «piccola e spontanea officina narrativa», la cui produzione spazia tra inchieste, letteratura, teatro e fumetto. Una casa di ferro e di vento è il loro romanzo d’esordio.

Della grande fabbrica non resta più niente, e Villa Badoni è ormai irriconoscibile. Eppure per Marta, ultima discendente della famiglia, quella grande casa è ancora un luogo dell’anima, il palcoscenico su cui, per decenni, si sono dipanate le esistenze delle sorelle Badoni. Come Laura, la primogenita ribelle e amante della libertà, che dopo essere scappata in America per amore di un intellettuale antifascista torna a casa col cuore spezzato ma lo spirito indomito. Come Sofia, alla quale uno sfortunato incidente sottrae troppo presto l’uomo della vita. Come Piera, anima fragile e solitaria, che riesce a esprimersi davvero solo grazie alla poesia. E come Adriana, che dedica la giovinezza all’impresa di famiglia, per poi compiere una scelta apparentemente sconvolgente…
Al centro di questo microcosmo tutto al femminile si staglia lui, il patriarca, Giuseppe Riccardo Badoni: l’imprenditore visionario dall’ambizione sfrenata, che grazie al ferro prodotto dai suoi stabilimenti di Lecco diventa protagonista dell’industrializzazione del Paese e della ricostruzione del secondo dopoguerra; il padre amorevole di undici figlie, che però non riuscirà mai ad accettare la tragica morte dell’unico erede maschio, designato alla guida dell’azienda; l’uomo che non si è mai concesso un momento di debolezza e che tuttavia ha affidato i suoi segreti più intimi alle pagine di un diario, lo stesso diario che adesso è tra le mani di Marta.

INCONTRO: giovedì 26 febbraio 18:30

Buona lettura!!!

IN PREPARAZIONE:

PUNTO PIENO DI SIMONETTA AGNELLO HORNBY

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GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO ALLE 18:00

CONVERSAZIONE IN ITALIANO NEL POLITÈCNIC

LA PROSSIMA CONVERSIONE IN ITALIANO SARÀ GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO ALLE 18:00 PRESSO IL IES POLITÈCNIC, carrer Menorca, 1 Palma.

Questa volta, il secondo incontro del mese di febbraio del Gruppo de Conversazione si terrà il terzo giovedì, giorno 19, alla stessa ora e nello stesso luogo.

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VIAGGIO A NAPOLI DELLE RAGAZZE DI MAIORCA

ALLA SCOPERTA DE LA CUCINA NAPOLETANA

PRIMO INCONTRO: VENERDÌ 20 FEBBRAIO 18:30

Smoothie di caprino e barbabietola

Antipasti:

Crostini alla napoletana

Pomodori secchi ed acciughe

Insalata caprese

Tortino di formaggi ed olive

Primo:

Panzanella

Secondo:

Paccheri funghi porcini

Granita di mandarino

Babà al mandarinello

Vini

Caffè ed infusione

Liquore fatto in casa. Mandarinello e «Herbes» (ricetta maiorchina del cuoco)

SECONDO INCONTRO: A MARZO. VENERDÌ ANCORA INDETERMINATO

Spritz Aperol

Antipasti:

Mozarella di bufala

Carciofi

Puntarelle di fegato

Primo:

Melanzane a «fungetielle»

Secondo:

Spaghetti alla puttanesca

Granita di mandorle

Salame di cioccolato

Vini

Caffè ed infusione

Liquore fatto in casa. Mandarinello e «Herbes» (ricetta maiorchina del cuoco)

Buon appetito!!!

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LA CUCINA ITALIANA È PATRIMONIO UNESCO


La Cucina Italiana iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO

Il riconoscimento arriva durante la ventesima sessione del Comitato Intergovernativo della Convenzione del 2003 in corso di svolgimento a Nuova Delhi, in India. Come affermato nella documentazione presentata per la candidatura, la cucina italiana è una pratica quotidiana che comprende conoscenze, rituali e gesti che hanno dato vita a un uso creativo e artigianale dei materiali, contribuendo a creare un’identità socio-culturale condivisa e allo stesso tempo cronologicamente e geograficamente variegata.

L’UNESCO riconosce in questo modo la rappresentatività della cucina italiana come veicolo di cultura: si tratta di un insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali che sono trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale. Attraverso la condivisione del cibo, la creatività gastronomica e lo stare insieme, la cucina italiana si fa portatrice di valori di inclusività e di sostenibilità ambientale.

L’iscrizione giunge al termine di un lungo processo di studio e coordinamento da parte delle comunità proponenti, teso a valorizzare le numerose sfaccettature culturali e locali di un elemento che contraddistingue il nostro Paese nella sua interezza in un’ottica di apertura e ospitalità, in linea con i valori dell’UNESCO.

A promuovere la candidatura sono tre comunità: l’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione culturale della Repubblica italiana, fondata nel 1953 e che vanta, oggi, 220 sedi in Italia, oltre 80 all’estero e più di 7500 accademici associati; la Fondazione Casa Artusi, fondata nel 2007 al fine di promuovere la cucina italiana; la Cucina Italiana, fondata nel 1929, la più antica rivista gastronomica al mondo.

La cucina italiana non è solo cibo o un semplice ricettario, ma anche un insieme di pratiche sociali, abitudini e gestualità che portano a considerare la preparazione e il consumo del pasto come momento di condivisione e incontro. È il rito collettivo di un popolo che concepisce il cibo come elemento culturale identitario.

In Italia cucinare è un modo di prendersi cura della famiglia, degli amici e degli avventori. È un mosaico di tanti saperi locali, un’espressione di creatività e conoscenza che si fa tradizione e si trasmette tra generazioni. È anche una forma di tutela della biodiversità, basata sul non sprecare nulla, sul riutilizzo del cibo avanzato e sui prodotti stagionali dei vari territori. La cucina italiana fa parte della nostra storia ed è patrimonio per 60 milioni di italiani che vivono nel Paese, per 80 milioni di italiani e i loro discendenti che vivono al di fuori del Paese e per tanti stranieri che amano e si ispirano allo stile di vita italiano.

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RINVIATO AL 15 GENNAIO 2026

L’INCONTRO PER IL CONVEGNO SUL LIBRO DOMANI, DOMANI NON SI TERRÀ A DICEMBRE

Il rinvio è dovuto esclusivamente a problemi di programmazione.

LA NUOVA DATA SARÀ IL 15 GENNAIO ALLE 18:30

I partecipante al GdLi che hanno già fatto progressi nella lettura del libro di Francesca Giannone e desiderano continuare a leggere, il prossimo libro scelto è «UNA CASA DI FERRO E DI VENTO», di Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi.

La condivisione di questa nuova lettura avrà luogo il 19 febbraio.

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IL GRUPPO DI CONVERSAZIONE SI RIUNIRÀ IL GIOVEDÌ 11 DICEMBRE

Il gruppo di conversazione guidato dalla professoressa De Grazia si riunirà solo giovedì 11 dicembre, poiché il quarto giovedì del mese coincide con il Natale.

L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso l’aula del IES POLITÈCNIC

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LA NUOVA AVVENTURA DI FRANCESCA GIANNONE

DOMANI, DOMANI, LETTURA DI DICEMBRE DAL GdLi

Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un’eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l’idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. Ma Agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «Io resto dov’è casa mia». È una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. Perché vogliono la stessa cosa, Lorenzo e Agnese, almeno finché l’amore non li porterà di nuovo a un bivio. Ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani… Sarà per entrambi un domani senza rimpianti?

Questa è la storia della passione che prima unisce e poi divide un fratello e una sorella. Una storia che parla di decisioni prese ascoltando la mente o il cuore oppure tutti e due. Di quell’istante che può cambiare una vita intera. Ma anche di un’Italia che, incredula, sta scoprendo un improvviso benessere, che lavora alla catena di montaggio e poi canta con Mina e balla al ritmo del twist, giovane, creativa, impaziente…

Buona lettura !!!

INCONTRO: 18 DICEMBRE (*)

19:00

Prendendo un caffè al bar dell’hotel Saratoga

(*) Solo per questa occasione è richiesta la registrazione entro il 15 dicembre per riservare un posto alla cena di Natale, che avrà luogo a conclusione del colloquio. Solo per chi partecipa alla cena. INDISPENSABILE !!!


Per iniziare l’anno, la prima sfida del Gruppo di Lettura Italiano per il 2026: UNA CASA DI FERRO E DI VENTO di Lorenzo Bonini e Paolo Valsechi

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GIOVEDÌ PROSSIMO 20 DI NOVEMBRE

IL GdLi DECIFRERÀ GLI INTERIORITÀ DE «IL LIBRAIO DI VENEZIA»

L’incontro sarà alle ore 18:30 prendendo un caffè al bar dell’hotel Saratoga


La lettura per il mese di dicembre sarà DOMANI, DOMANI di Francesca Giannone

Buona lettura !!!

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