IL GDLI RIPRENDE LA SUA ATTIVITÀ

LA LADRA DI PIANTE, LETTURA PER LA RIUNIONE DI DICEMBRE

Quelle state a Roma faceva molto caldo. E quando Roma si arroventa perde la sua grande bellezza e si trasforma in una città dura, arrogante, coperta da un vapore insopportabile, segnata da odori di sangue e mentuccia. Qui cè chi sopravvive rubando piante dagli androni dei portoni, chi curando gatti randagi e chi ascoltando jazz e rocknroll. Una giovane donna dai capelli rossi, un cronista esausto a caccia di tenerezze e un vecchio giornalista che sta perdendo la memoria si incrociano ai margini della scena di un crimine. Dove sfilano badanti, redattori di giornali che inseguono scoop, giardinieri che conoscono la vita segreta delle orchidee, Bill Evans, i Clash e Pasolini. è la Roma del quadrante sud, quella che guarda il mare attraverso il percorso del Tevere. Un pezzo di metropoli trasformato in una mappa di luoghi e sentimenti dove, nonostante lafa, crescono ancora le Aspidistre. E piccoli sogni di resurrezione e damore. «Allincrocio con Garbatella lodore di mignotte, di pastarelle, di zuccheri. Lodore dei trigliceridi, damore, di una gallina che razzola, daia, di viscere, di fango, e tango, e via balliamo ora che piove. Daccapo, piove. E marriva lodore del ghiaccio di tufo dallArdeatina, un melenso e brivido, gelo dossa, sarà la storia, il massacro delle Fosse, sarà ma arriva ed è pena, ed è nostalgia. Un dolore piccolo al centro del petto. Lodore del dolore. Sarà che svolto verso viale Marconi, salgo verso il Ponte Bianco che odora di notte buia, di fiori lasciati su piccole lapidi, di frenate mortali e ambulanze. Salgo, salgo. Salirò. E arrivo a casa e cè un odore di vento, di basilico e di sugo e di melanzane. E mosciarelle, e di cani bagnati. E di benzina dei filippini che tengono aperta la Shell. E quindi di conchiglie. Il mare è poco oltre, in fondo.»

DANIELA AMENTA

Daniela Amenta vive e lavora a Roma. Giornalista. È stata caporedattore dell’ «Unità». Per anni ha scritto di musica e ne ha parlato in radio.Si è occupata a lungo di cronaca nera ma anche di politica., cultura, inchieste, web. Questo è il suo primo romanzo.

RIUNIONE DI DICEMBRE:

Tutti gli interessati a partecipare alla condivisione del libro «La Ladra di piante» devono registrarsi tramite la mail

gruppoculturaleitalianomaiorca@gmail.com

Prima di questo incontro -GIOVEDÌ 15 DI DICEMBRE– il 17 di novembre avremo un primo contatto per leggere un breve testo e comunicare il punto di incontro del GdLi.

Il GdLi si riunirà il terzo giovedì di ogni mese.

A presto!!!

GRUPPO DI CONVERSAZIONE

Da parte sua, il Gruppo di Conversazione si riunirà ogni ultimo venerdì del mese, anche se i primi due incontri si terranno il venerdì 18 di novembre e venerdì 16 di dicembre.

Tutti gli interessati a partecipare devono registrarsi nella mail

gruppoculturaleitalianomaiorca@gmail.com

Nei prossimi giorni verrà comunicato agli iscritti il punto di ritrovo per svolgere tale attività.

PRIMO INCONTRO DEL GRUPPO DI LETTURA ITALIANO (GdLi)

IL GRUPPO CULTURALE ITALIANO DI MAIORCA RIPRENDE LE SUE ATTIVITÀ

CI VEDIAMO VENERDÌ 28 PER PIANIFICARE IL NUOVO ANNO

Con l’arrivo del mese di ottobre, il Gruppo Culturale Italiano di Maiorca riprende le sue attività.

Ogni secondo giovedì del mese gli interessati a far parte di questa nuova iniziativa si ritroveranno per commentare il libro prescelto.

Il luogo prescelto per l’incontro potrà variare di mese in mese e sarà comunicato in tempo utile.

Venerdì 28, dopo la prevista visita al Parlamento delle Isole Baleari, intorno alle 18:15 potremmo incontrarci al «Bar Bosch«, per pianificare il nuovo anno e la scelta dei libri da leggere.

Questa riunione può anche servire a convocare il Gruppo di Conversazione che si riunirà l’ultimo venerdì di ogni mese.

«IL PEGGIOR NEMICO», NUOVO LIBRO DI FRANCO MIMMI

«IL PEGGIOR NEMICO» 
 
La partenza del padre, la differenza d’età con i suoi fratelli, hanno portato
Francesco a essere l’aiutante di sua madre Lena nella trattoria che è il
sostentamento della famiglia, a essere quasi il padre di Laura e di Giulio,
disposto a sacrificare tutta la sua vita all’affetto per gli altri: una prigione per i
debiti d’amore che una famiglia obbliga a contrarre e mai arrivano al saldo.

https://www.ibs.it/peggior-nemico-libro-franco-mimmi/e/9788848824316?inventoryId=458717088&queryId=68a82fd53bc3fa0bf7e925269c14bf22

Franco Mimmi è nato a Bologna nel 1942. Laureato in Lettere, ha lavorato per i maggiori giornali italiani (tra cui La Stampa, il Corriere della Sera, L’Espresso e Il Sole-24 Ore). Nel giugno 1990 gli fu attribuito il premio “Giornalista del mese”. Quanto alla sua opera narrativa, che pure ha ottenuto vari premi, essa rivela la volontà di affrontare i grandi problemi sociali del nostro tempo, anche quando questo scopo viene nascosto dietro scenari da romanzo storico. “Io credo – ha scritto – che uno scrittore non possa fare a meno di osservare il tempo in cui vive, e descriverlo, e giudicarlo: credo che questo sia non solo il suo compito ma il suo dovere, il suo modo di scendere in piazza, il suo modo di lottare per un mondo meno ingiusto.” Alcuni suoi libri sono stati tradotti in tedesco, francese e spagnolo.

Autore di libri come Rivoluzione (1979 -Premio Scanno Opera Prima), Il nostro agente in Giudea (2000 -Premio Scerbanenco), Un cielo così sporco , Cavaliere di Grazia (2003 -finalista Premio dei lettori di Lucca e Premio città di Scalea), Lontano da Itaca, Una stupida avventura o Majorca, l’isola degli scrittori.

VISITA AL PALAZZO DEL PARLAMENTO DELLE ISOLE BALEARI

Il prossimo venerdì 28 ottobre alle ore 17.00

La Società Dante Alighieri–Comitato delle Isole Baleari e il Gruppo Culturale Italiano di Maiorca hanno il piacere di annunciare una visita in ITALIANO, gratuita, al Palazzo del Parlamento delle Isole Baleari.

È guidata da Joan Ferrer, deputato e storico dell’arte.

Con l’occasione ci sarà, pure, un breve incontro-colloquio con il Presidente del Parlamento delle Isole Baleari,

Vicenç Thomàs Mulet. Il Presidente del Parlamento delle Isole Baleari è il più alto rappresentante della Camera autonoma delle Isole Baleari. È responsabile del suo corretto funzionamento…

Ore 17.00, venerdì 28 ottobre, 2022.

Punto d’ incontro: carrer del Palau Reial, 16 (portone d’ingresso).

I posti sono limitati a 30 persone.

Si prega confermare presenza per:

WhatsApp – 699014509 – 649340505

E-mail – ladantebaleari@gmail.com

Senza sangue, lettura di maggio

Alessandro Baricco ritorna al Gruppo di Lettura italiano

Descrizione

Manuel Roca e i suoi due figli vivono in una vecchia fattoria isolata nella campagna. Un giorno quattro uomini su una vecchia Mercedes imboccano la strada polverosa che conduce alla loro casa. Come se stesse aspettando da sempre questo momento, Manuel Roca non perde un attimo e chiama a sé i due figli. Qualcosa di terribile e indescrivibile sta per accadere; qualcosa che sconvolgerà irrimediabilmente la vita di tutti, soprattutto quella della piccola Nina.

Punto d’incontro: La Tertúlia cafè teatre

Giovedi 19 maggio

19:00

Lettura e cena

ALESSANDRO BARICCO

Nasce a Torino il 25 gennaio 1958. Si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte. L’amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore.
Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini (Il Melangolo, 1988; Einaudi, 1997). Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Etranger, è un’autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e Premio Palazzo al Bosco; il monologo teatrale Novecento (Feltrinelli, 1994) da cui Giuseppe Tornatore trae il film La Leggenda del pianista sull’oceano; Seta (Rizzoli, 1996; Fandango Libri, 2007), portato sullo schermo da François Girard con una produzione e un cast internazionali; City (Rizzoli, 1999; Universale Economica Feltrinelli, 2007) e Senza sangue (Rizzoli, 2002), tutti tradotti all’estero e recensiti dalle maggiori testate internazionali, dal “Guardian” al “New York Times”, da “Libération” a “Le Monde”. Altri suoi titoli sono: Emmaus (2009), Mr Gwyn (2011), Tre volte all’alba (2012), Il nuovo Barnum (2016). Nel 2020 pubblica con Feltrinelli il libro per bambini e ragazzi The game. Storie del mondo digitale per ragazzi avventurosi. Per lo stesso editore esce nel 2021 Quel che stavamo cercando una riflessione sulla Pandemia di Covid-19.

Tra i saggi, L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (Garzanti, 1993); Barnum. Cronache del Grande Show (Feltrinelli, 1995) che raccoglie gli articoli comparsi nell’omonima rubrica curata ogni mercoledì sulle pagine culturali del quotidiano torinese “La Stampa” e Barnum 2. Altre Cronache del Grande Show (Feltrinelli, 1998), in cui sono raccolti gli articoli frutto della collaborazione con “la Repubblica”; è del 2002 Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà, mentre del 2018 The Game (Einaudi). Nel 2019 con Einaudi pubblicano The game unplugged.
Compare in televisione nelle trasmissioni culturali “L’amore è un dardo”, sull’opera lirica, e “Pickwick”, dedicata ai libri.
Tra le attività teatrali che lo vedono autore, regista e interprete, dopo i successi di Totem (di cui Fandango Libri ha pubblicato il libro nel 1999, Rizzoli due videocassette nel 2000 e Einaudi una videocassetta nel 2003) e di City Reading Project per il Romaeuropa Festival 2002 che ha dato origine a un volume fotografico (Rizzoli 2003), Baricco ha realizzato Omero, Iliade, in tre serate, pubblicando poi il libro (Feltrinelli, 2004). Nel 2003 pubblica per Dino Audino Editore la sceneggiatura di Partita Spagnola, di cui è autore con Lucia Moisio. A Questa storia (Fandango Libri, 2005; Universale Economica Feltrinelli, 2007), è seguito I Barbari. Saggio sulla mutazione (Fandango Libri, 2006; Universale Economica Feltrinelli, 2008), precedentemente pubblicato a puntate su “la Repubblica”. Infine, datato novembre 2007: una lettura interpretata (e ridotta) di Moby Dick.
Nel 1994 ha ideato e fondato la Scuola Holden a Torino, di cui è preside, e dal 2005 è socio di Fandango Libri.

Conferenze a Palma con il filosofo della scienza e scienziato Telmo Pievani

Virus, ecco come nascono le pandemie

Un evento di divulgazione scientifica e di grande attualità, interessante ed emozionante fatto di brani musicali e immagini suggestive. Gli studenti e il pubblico avranno l’occasione di ripercorrere la storia che accomuna ogni essere umano. Dalla formazione dei batteri, dei virus, alle prime cellule alla comparsa dell’Homo sapiens, fino alle nuove conquiste della genetica. La discussione tratterà anche il DNA, la più grande invenzione dell’evoluzione. È il libro della vita, è la ricetta per costruire, far sviluppare tutti gli organismi viventi.

Dietelmo Pievani detto Telmo (Gazzaniga, 6 ottobre 1970) è un filosofo, accademico ed evoluzionista italiano.

Dopo la laurea in Filosofia della scienza conseguita presso l’Università degli Studi di Milano, si è specializzato negli Stati Uniti d’America, dove ha condotto ricerche di dottorato e post-dottorato in Biologia evolutiva e Filosofia della biologia, sotto la supervisione di Niles Eldredge e di Ian Tattersall presso l’American Museum of Natural History di New York.

Dal 2005 al 2012 è stato professore associato di Filosofia della scienza presso la facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha ricoperto gli insegnamenti di Epistemologia e di Epistemologia evolutiva. Dal 2007 è stato vicedirettore del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” e vicepresidente del corso di laurea in Scienze dell’educazione.

Dal 2012 è professore ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova, dove insegna Filosofia delle scienze biologiche, Bioetica e Divulgazione naturalistica. Dal 2016 è Delegato del Rettore per la Comunicazione Istituzionale dell’Università degli Studi di Padova. Dal 2017 è Presidente della SIBE – Società Italiana di Biologia Evoluzionistica. È socio effettivo dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, per la classe di Scienze, socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino per la classe di Scienze, socio non residente dell’Accademia Olimpica di Vicenza, per la classe di Scienza e Tecnica.

È autore di più di 230 pubblicazioni scientifiche nei campi della biologia evoluzionistica, dell’evoluzione umana, della filosofia della biologia e della filosofia della scienza generale.

Cellula AT che prende di mira le particelle di coronavirus (illustrazione).

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CaixaForum Palma

Data: 13 aprile 2022, ore 19:00

*Luogo: CaixaForum Palma per il grande pubblico

*Lingua: presentazione in spagnolo e conferenza in italiano.

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*Data: 13 aprile 2022, ore 09:30

*Luogo: Col-legi Lluís Vives Palma per studenti e professori dei licei: Ramon Llull, Ses Estacions, Politécnico, Guillem Colom Casasnoves (Soller), Scuola Ufficiale di Lingue di Palma e Col-legi Lluís Vives.

*Lingua: presentazione in catalano e conferenza in inglese.

L’ultima passeggiata, un romanzo di Gabriella Guidi Gambino

Nuova lettura del GdLi di aprile

«È l’una di notte. Una ragazza passa veloce sul lungotevere Marzio. È vestita di scuro, con abiti dimessi. La vede un giovane impiegato di commercio, di ritorno a casa. Ode un colpo d’arma da fuoco. Si volta: la ragazza è scomparsa.»

Roma, 4 gennaio 1918. Il corpo di una profuga di Guerra viene trovato sul greto del lungotevere Marzio. Un caso di cronaca nera come tanti altri che all’epoca viene archiviato troppo facilmente, ma che in realtà nasconde una trama di voci, di retroscena, di menzogne e di verità sofferte.
Ai giorni nostri Lisa Gritti, impegnata in una ricerca sui comportamenti criminali, e l’anziano penalista Giacomo Sanfelici si addentrano in quella vicenda e, ripercorrendo le carte processuali, esplorano le vite e i turbamenti nascosti dei vari personaggi: un dongiovanni dissoluto e senza scrupoli, una seduttrice bellissima e diabolica, e un bambino condannato a un’infanzia buia e priva di punti di riferimento. Sullo sfondo delle note della musica di Bach, tra le stanze austere di un villino in stile liberty e le passeggiate nei vigneti della campagna romana, prende vita una torbida vicenda d’amore, di tradimenti, di complotti, tra ricchezza e miseria, libero arbitrio e volontà, memoria e sogno.
Un romanzo dai tratti psicologici che s’insinua nell’animo umano e nelle sue mille sfaccettature, in un equilibrio, spesso instabile, tra bene e male.

L’autore
Gabriella Guidi Gambino vive e lavora a Roma. Ha pubblicato i romanzi Venuto da lontano (1979) e Ti scrivo per confessarti (1989), i racconti Alina e altre storie (2000), le raccolte poetiche Terra nuova (1986), Segreti silenzi (1993), L’ombra dei giorni (2002) e Dov’è il tuo canto (2007), la ricerca antologica Parole e Segni (1998). Ha collaborato con quotidiani e riviste, tra cui la «Fiera letteraria», «la rivista del Cinematografo» «il Gazzettino» e «il Tempo», in rubriche di attualità culturale. Ha realizzato servizi televisivi con testi e regie per la Rai. Ha ricevuto il Premio «Città di Roma» (1986) per la narrativa inedita, il Premio «Chianciano» (1987) per la poesia opera prima e il Premio «Fregene» per la poesia (1993).

Dettagli

Autore:

Gabriella Guidi Gambino

Editore:

Ugo Mursia Editore

Anno edizione:

2011

In commercio dal:

1 gennaio 2011

Pagine:

152 p., Brossura

EAN:

9788842546658

SETA, UN GRANDE VIAGGIO DI ALESSANDRO BARICCO

LA NUOVA LETTURA DEL GdLi DEL MESE DI MARZO

La storia raccontata in Seta è ambientata nella seconda metà dell’Ottocento e il protagonista è il giovane commerciante di bachi da seta francese Hervé Joncour.
Hervé è sposato con Hélène e il suo lavoro consiste nel comprare i bachi da seta quando sono ancora delle uova e allevarli fino a quando non escono dal bozzolo lasciando così a Hervé la loro preziosa eredità di seta. A causa delle epidemie che colpiscono gli allevamenti europei, Hervé inizia ad andare in Siria e in Egitto per comprare i bachi. Tuttavia le epidemie arrivano anche in Egitto e in Siria. Gli affari del piccolo paese di Lavilledieu, dove molti come Hervé vivono grazie alla lavorazione della seta, sono compromessi.

La Francia, i viaggi per mare, il profumo dei gelsi a Lavilledieu, i treni a vapore, la voce di Hélène. Hervé Joncour continuò a raccontare la sua vita, come mai, nella sua vita, aveva fatto. «Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L’uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa.»

ALESSANDRO BARICCO, L’AUTORE DI SETA

Alessandro Baricco nasce nel 1958 a Torino, dove si laurea in Filosofia.

I primi scritti che pubblica sono sulla musica, grande passione di Baricco. Tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli 90 scrive molti articoli di critica musicale e pubblica i saggi Il genio in fuga e L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin.

Nel 1991 esce il suo primo romanzo, Castelli di rabbia, a cui seguirà nel 1993 Oceano mare, con il quale vince il Premio Viareggio. In questi anni lavora anche come conduttor televisivo per diversi programmi culturali della Rai.

Nel 1994 esce il monologo teatrale Novecento, una delle opere migliori di Baricco, da cui nel 1998 il regista Giuseppe Tornatore trarrà un film.

Nello stesso anno fonda a Torino la scuola di narrativa Holden, nella quale si sono formati e si formano tutt’ora molti giovani scrittori italiani.

Ci vediamo giovedì 17 di febbraio !!! con SIMONETTA AGNELLO HORNBY e «Nessuno può volare»

NATALE IN CUCINA

Tempo di Natale. Tempo di cucina, tempo di doni e gioia. È ora di viverla in famiglia.

INSALATA DI RADICCHI AL TARTUFO NERO

Ingredienti:

1 cespo di radicchio rosso di Treviso

1 cespo di radicchio variegato di Castelfranco

1 cespo di radicchio di Verona

20 g di tartufo nero

40 g di parmigiano reggiano grattugiato

100 g di lamponi

1 cucchiaio di aceto di mele

40 g di pistacchi sgusciati

olio extravergine di oliva

sale

Mondate i radicchi, tagliate quello di Treviso a bastoncini le foglie grandi di quello di Castelfranco a grossi pezzetti e disponetele insieme a quelle del radicchio di Verona elegantemente nei piatti. Pulite il tartufo e tagliatelo a lamelle. Frullate la metà dei lamponi e passateli attraverso un colino a maglie fini, mescolate il coulis con l’aceto di mele, 4 cucchiai di olio e una presa di sale ed emulsionate gli ingredienti.

Scaldate una grossa padella antiaderente, distribuite il parmigiano sul fondo in modo da creare una sfoglia sottile e cuocetela su fiamma bassissima fino a quando il parmigiano si è sciolto e diventa croccante senza dorare. Trasferite la cialda su un foglio di carta da cucina, lasciatela raffreddare e rompetela in pezzi.

Scaldate leggermente un cucchiaio di olio in un padellino, unite il tartufo, scaldatelo pochi secondi e distribuitelo sulle insalate. Unite i lamponi rimasti e i pistacchi spezzettati, condite con la vinaigrette e completate con la cialda di parmigiano.

PETTO DI TACCHINO QUASI ALLA “WELLINGTON”

Ingredienti:

1 fetta di fesa di tacchino battuta e allargata (1 kg circa)

200g di prosciutto crudo

800 g di funghi misti surgelati

600 g di funghi misti freschi

2 fette di pane in cassetta

40 g di acciughe sott’olio sgocciolate

1 mazzetto di prezzemolo, maggiorana, rosmarino

1 rotolo di pasta sfoglia

1 tuorlo

1 cucchiaio di latte

1 spicchio d’aglio

olio extravergine d’oliva

sale

pepe

Schiacciate lo spicchio d’aglio e rosolatelo con un filo di olio. Eliminatelo prima che prenda colore, poi unite i funghi surgelati e rosolateli finché saranno ben asciugati. Lasciateli intiepidire e tritateli nel mixer con il pane privato della crosta, un pizzico di sale e di pepe e una manciatina di foglie di prezzemolo lavate.

Tritate metà del prosciutto con le acciughe e un po’ di aghi di rosmarino. Distribuite uniformemente il trito sulla fetta di tacchino, arrotolatela e legatela con spago da cucina.

Rosolate l’arrosto in un tegame con un filo di olio fino a doratura, 15 minuti circa. Lasciatelo intiepidire, quindi eliminate lo spago e coprite l’arrosto con il composto di funghi preparato, distribuendolo uniformemente con le mani appena umide.

Rivestite poi con le fettine di prosciutto avanzate e quindi con la pasta sfoglia. Spennellate la superficie con il tuorlo diluito con il latte a cui avrete aggiunto una macinata di pepe e cuocete nel forno caldo a 190º per 30 minuti controllando che la sfoglia non colorisca troppo. Rosolate a parte anche i funghi freschi con un filo di olio, sale e pepe. Insaporiteli con qualche fogliolina di maggiorana e serviteli con il tacchino.

PAN DI SPAGNA AL CACAO FARCITO CON CREMA DI ZUCCA E ARANCIA

Ingredienti:

Pan di Spagna al cacao

220 g di farina di farro

50 g di cacao amaro

40 g di farina di mais fioretto

40 g di fecola di patate

2 cucchiaini di cremor tartato

1 cucchiaino di bicarbonato

1 cucchiaio di aceto di mele

100 g di zucchero integrale di canna

300 ml di latte di roso

80 ml di olio di semi

70 ml di olio extravergine d’oliva

50 ml di panna di riso

Crema di zucca e arancia

850g di zucca pulita da buccia e semi

1 arancia non trattata (succo e scorza)

1 cucchiaino di malto di riso

1 pizzico di cannella in polvere

Preparate il pan di Spagna al cacao e fatelo raffreddare completamente prima di tagliarlo orizzontalmente con un coltello. In base all’altezza della torta potete pensare di realizzare uno o due tagli.

Tagliate la zucca a pezzi cuocetela al vapore 10 minuti circa.

Schiacciatela poi con una forchetta per ottenere la crema, passatela con un frullatore a immersione se la volete ancora più liscia.

Aggiungete il succo e la scorza di mezza arancia, la cannella e il malto. Mescolate bene per amalgamare il tutto. Assaggiate per regolare il dolcificante e la spezia in base ai vostri gusti.

Usate questa crema per farcire il pan di Spagna al cacao.

Con la mezza arancia restante potete spennellare leggermente le superfici tagliate, prima di distribuirvi la crema.

Ricette tratte dalla rivista sale&pepe

Dolci Vegan

Il Cuoco

AUGURI!!! E BUON NATALE !!!

INVERNO: TEMPO DI RADICCHI

Che pecà che i pecà sie pecà, ovvero “peccato che i peccati siano peccato”, ripetono i golosi del Veneto, regione che ha trasformato uno dei cibi più umili, la cicoria selvatica, in punta di diamante del mercato orticolo, il radicchio allevato con la tecnica della forzatura. Scrivere radicchio è in verità un errore: nella regione del Leone dell’evangelista Marco esistono almeno 9 varietà, di cui 5 tutelate dal marchio Igp. Una storia lunga almeno 500 anni. A metà Cinquecento Pietro Andrea Mattioli, nei suoi Discorsi sopra Dioscoride, accenna a tecniche di imbianchimento che facevano uso di coperture di sabbia e terra testimoniando come questa tecnica si fosse mantenuta quasi immutata dai tempi della Roma antica. Ma pochi anni prima, nel 1561, il Prefetto dell’Orto Botanico di Padova Luigi Squalermo ha lasciato testimonianza di una cicoria invernale coltivata nel Veneto, anch’essa da imbianchire, nel suo I semplici dell’eccellente… Le cronache più recenti riportano invece la data del 20 dicembre 1900 come giorno della prima Mostra del Radicchio, celebrata sotto la Loggia dello splendido Palazzo dei Trecento a Treviso. Da allora è stato un crescendo di successi tra cuochi e massaie, che hanno premiato il saper fare delle centinaia di agricoltori dediti alla produzione di radicchi nel Veneto.

Radicchio di Verona Igp: forma e raccolta

Una delle capitali del radicchio è Verona, che vanta una propria Igp. Inizialmente le colture si concentravano tra i filari delle viti o degli alberi da frutta per l’autoconsumo, ma dagli anni Cinquanta del secolo scorso la coltivazione estensiva su terreni sabbiosi ben irrigati è diventata una costante del paesaggio della Bassa veronese. Il Radicchio di Verona Igp, di forma ovale appena allungata, si caratterizza per la presenza della variante precoce, con raccolta che inizia il 1° ottobre, e di quella tardiva, che si ricava dal 15 dicembre. La prima ha foglie prive di peduncolo con margine lineare e colore rosso scuro; la seconda ha la nervatura delle foglie molto sviluppata e di colore bianco. La fase di forzatura, ovvero imbianchimento, alla quale è sottoposta la variante tardiva regala alle foglie un colore rosso scuro intenso, una consistenza croccante e un gusto elegante, leggermente amarognolo.

Radicchio rosso di Treviso Igp precoce

Anche Treviso fa rima con radicchio praticamente tutto l’anno. Le campagne sono in fermento già nel mese di agosto, quando si mette mano alla preparazione del Radicchio rosso di Treviso Igp precoce, dal cespo voluminoso, allungato e ben chiuso. Nelle fertili campagne di Treviso, Venezia e Padova difese dall’Igp, ricche di sorgive e soggette a particolari escursioni termiche, le piante maturano dopo che le foglie sono state legate con un elastico e tenute serrate, prive di luce, per almeno 15 giorni. Un peccato di gola dalla nervatura di colore bianco e foglie rosso brillante, dal sapore leggermente amarognolo e mediamente croccante che rende felici i gourmand dal 1° settembre, giorno in cui può essere immesso sul mercato.

Radicchio di Chioggia Igp: versione precoce o tardiva

A Chioggia l’importanza dell’orticoltura nell’economia locale è seconda solo alla pesca. Ricerche effettuate nella città lagunare manifestano che già nel 1923 il radicchio era entrato nella rotazione agraria. Sono passati cent’anni, non certo di solitudine, per il Radicchio di Chioggia Igp: gli ortolani locali hanno custodito con cura i semi autoctoni che fanno germogliare e crescere in semenzaio dal 1° dicembre ad aprile per la versione precoce (che si raccoglie dal 10 aprile al 15 luglio tra Chioggia e Rosolina) e dal 20 giugno al 15 agosto (con raccolta tra il 1° settembre e il 31 marzo) per quella tardiva. Il territorio di coltivazione è caratterizzato da una forte presenza di minerali e da brezze marine che evitano il ristagno di umidità nei cespi. Così, dal 2008 questa delizia amarognola, dalla forma sferica e colore amaranto con nervature bianco perla, è entrata nell’empireo dell’Igp.

Radicchio variegato di Castelfranco Igp

A seguito dell’apertura manuale del cespo e della toelettatura assomiglia invece a una rosa il Radicchio variegato di Castelfranco Igp per forma e colore delle foglie, un bianco-crema con striature che virano dal carminio allo scarlatto. L’area di produzione, che ricalca quasi del tutto quella degli altri radicchi trevigiani, si caratterizza per i terreni ben drenati. Delicato alla vista e delicato al gusto: lo amano coloro che apprezzano il sapore fine, dolce e con punte poco accennate di ammandorlato. Per questa ragione e per la croccantezza, il suo consumo elettivo è soprattutto a crudo, in insalata, ma conquista anche cotto al forno. I cespi, tondeggianti come il fiore, sono ben compatti, formati da foglie dal bordo frastagliato con diametro di circa 15 cm.

Radicchio rosso di Treviso Igp tardivo

La forzatura del Radicchio rosso di Treviso Igp tardivo avviene a partire dai primi giorni freschi di ottobre. I cespi vengono raccolti dal campo e collocati in apposite vasche, coperte e con poca luce, sistemati con la radice immersa nell’acqua corrente di risorgiva. La pianta utilizza come alimento solo le riserve accumulate dalla grossa radice durante l’estate, così che si sviluppano nuove, tenere e croccanti foglie dal colore rosso intenso. Gesti sapienti sfoltiscono foglia dopo foglia fin a che appare il cuore, simile all’impugnatura di una spada, tanto da guadagnarsi l’appellativo di radicio spadon. Tutti belli, colorati e allegri da vedere, i radicchi: quasi un peccato mangiarli.

Rivista sale&pepe

SALEPEPE.IT

Dicembre 2021

A cura di Enza Dalessandri, testo di Riccardo Lagorio


SIMONETTA AGNELLO HORNBY, NUOVA LETTURA del GdLi

NESSUNO PUÒ VOLARE

«Tutti gli uccelli sanno volare, ma nessun essere umano ci è mai riuscito. Nessuno. Nessuno può volare».

Quando si nasce in una famiglia come quella di Simonetta Agnello Hornby, si cresce con la consapevolezza che si è tutti normali, ma diversi, ognuno con le proprie caratteristiche, talvolta un po’ «strane». Attraverso una serie di ritratti affettuosi, facciamo cosi la conoscenza di Nini, sordomuta, della bambinaia Giuliana, zoppa, del padre con una gamba malata, e della pizzuta zia Rosina, cleptomane… E poi naturalmente conosciamo George, il figlio maggior e di Simonetta. Non è facile accettare la malattia di un figlio, eppure è possibile, e la chiave di volta risiede proprio in quel «nessuno può volare»….

SIMONETTA AGNELLO HORNBY (PALERMO, 1945) ha esordito con La Mennulara (Feltrinelli, 2002. Fra i suoi titoli più celebri, La zia marchesa, Boccamurata, Vento scomposto, La monaca, Il veleno dell’oleandro, Caffè amaro (tutti Feltrinelli), Un filo d’olio (Sellerio) e La mia Londra (Giunti). Nel 2016 il presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Grande Ufficiale.