NUOVE TECNOLOGIE, PENSANDO AD ALTA VOCE (*⁾

TEMPO DI CONFINAMENTO, TEMPO DI RIFLESSIONE

A. Viviamo in una cultura che ci invita continuamente a raggiungere e accumulare, ma mai a rinunciare. Forse la chiave non è esattamente cosa ottenere, ma è possibile che la soluzione a questa non conformità eterna risieda nel saper adeguarsi. Nel trovare un equilibrio tra entusiasmo per ciò che sogniamo e conformità per apprezzare ciò che abbiamo. Se noi esseri umani abbiamo qualcosa in comune è quel desiderio di stare bene. E quando stiamo bene, vogliamo stare meglio. Non è possibile avere tutto. Ora ogni persona deve definire quali sono le sue priorità, quindi sapere come adeguarsi è essenziale. Negli ultimi decenni, la tecnologia ci ha portato incredibili invenzioni, e abbiamo avanzato più in questa generazione che in tutte quelle precedenti insieme; la velocità con cui cresce è agghiacciante. Il XXI secolo sta affrontando un panorama molto diviso e la sua più grande sfida sarà quella di affrontare il danno collaterale delle nuove tecnologie. Per esempio, è molto preoccupante l’effetto negativo sull’ambiente. Un altro grosso problema è la sicurezza in termini di protezione dei dati: siamo in grado di rinunciare a determinate cose per migliorare il nostro pianeta, la nostra salute e la nostra società?

Ebbene, secondo me dobbiamo essere pratici e non necessariamente rinunciare all’uso di tutte queste nuove tecnologie che semplificano la vita domestica poiché facilitano il lavoro a casa.

B. Molti di noi concordano sul fatto che l’avanzamento delle nuove tecnologie dia un po ‘di vertigine, nonostante il miglioramento che ciò rappresenta per la nostra società, sia a livello professionale che a livello di utente. Questo sentimento di disagio che genera un’evoluzione così vertiginosa, nel senso che perdiamo un po’ di controllo su noi stessi per darlo alle macchine, ci porta necessariamente a pensare se non stiamo dando il nostro consenso molto leggermente a così tante saggezze applicate, e se non ci pentiremo un giorno di aver ceduto così tanto perché oggi le macchine non solo sostituiscono gli uomini nelle loro funzioni professionali, ma lo fanno anche a livello personale.

Con la sana intenzione di contemplare i pro e i contro di questi progressi incommensurabili, è mio fervente desiderio che un giorno saremo così saggi e maturi con la scienza che potremo dirigerla e trarne beneficio senza grossi problemi.

Ma, se vogliamo convertire la nostra vita privata in modelli insensati di individualismo e isolamento (sta quasi accadendo) con intrusioni perniciose nella nostra intimità, dobbiamo essere consapevoli che abusando dei benefici di queste tecnologie compromettiamo la nostra dignità e libertà, allo stesso tempo che diventiamo schiavi delle nostre macchine. Dobbiamo essere giudiziosi e non relegare tutto ciò nell’oblio, perché ci sono momenti in cui la realtà supera la finzione.

C. La televisione continua ad essere il mezzo di comunicazione scelto dalla maggior parte della popolazione da condividere con amici o familiari. È un fatto irrefutabile!

La televisione ha tre funzioni: informazione, formazione e svago, ma tutti i canali optano per la terza perché i due terzi dei programmi sono dedicati al puro divertimento: spettacoli, serie, film, concorsi, musical e sport…

Si dice che la TV sia una finestra aperta sul mondo per contemplare la realtà comodamente da casa nostra, ma è conveniente ricordare che la televisione può avere un’influenza positiva o negativa, a seconda di come sia utilizzata ed è bene conoscerne i pro e i contro come in ogni cosa. Va bene guardare la TV di tanto in tanto, ma le ore in eccesso faranno solo male alla mente e alla nostra vita, come in tutte le cose bisogna distinguere tra uso, abuso e uso improprio.

(*)L’autore del testo vuole rimanere anonimo

UNA RICETTA CON STORIA

VELLUTATA DEI GONZAGA

LA CUCINA MANTOVANA RAPPRESENTÒ UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN EUROPA

Mantova è una città dove la cucina è (anche) cultura, con radici importanti che tanti ignorano, espressi perfettamente dalla filosofia ‘Di popolo e di corte’ che animò il periodo d’oro dei Gonzaga. Tra il XV e il XVII secolo, la cucina mantovana rappresentò un punto di riferimento in Europa: i cuochi del Ducato furono i primi a saper coniugare piatti decisamente popolari con quelli elaborati, creando una scuola di pensiero gastronomico, codificata da Bartolomeo Sacchi. Il suo trattato ‘De honesta voluptate et valetudine’, pubblicato a Venezia nel 1474, si diffuse in tutte le corti e al di là delle grandi ricette conteneva una novità assoluta: insegnava l’uso delle risorse del territorio, a seconda delle stagioni, anticipando concetti oggi abituali.

La corte, grazie a cuochi straordinari come Bartolomeo Stefani – autore nel 1662 de “L’arte di ben cucinare”, uno dei primi testi sacri della cucina italiana- preparava banchetti sontuosi, utilizzando il meglio del territorio. Il popolo viveva di zuppe ma aveva le sue specialità come il lardo pestato con prezzemolo e aglio, buonissimo con la polenta, o il risotto alla ‘pilota’, che ancora oggi è il banco di prova di ogni cuoco mantovano di nome o di fatto. Niente a che fare con la guida: questo piatto deve il nome agli operai addetti alla pilatura del riso chiamati appunto “piloti”: è riso Vialone Nano cotto per assorbimento, condito con salamella mantovana e grana. Per la cronaca, la ‘capitale’ di questo piatto è considerata Castel d’Ario – borgo distante 20 km dalla città dove è nato Tazio Nuvolari – dove ha ricevuto una De.Co. a difesa della ricetta.

E poi si passa ai tortelli di zucca su cui ogni angolo di Padania – da Ferrara a Crema – vanta la superiorità. “E’ divertente constatare che man mano che procedi da Est verso Ovest, aumenta la componente di amaretti e mostarda – spiega Antonio Santini, mitico patron del Tre Stelle Michelin Dal Pescatore, che si trova a Canneto sull’Oglio, a sud di Mantova – mentre da noi la zucca e il Parmigiano Reggiano hanno più peso.” La carta dei Santini ha altri richiami al territorio come il pesce d’acqua dolce che i principi facevano arrivare dal Garda quando non lo recuperavano tra Oglio e Mincio o dai tre laghetti interni. “Proponiamo il luccio in bianco con la salsa o i gamberi di fiume. Un altro grande piatto è il risotto con i filetti di pesce gatto ed erba cipollina: sono ottimista, tra qualche anno lo torneremo a pescare dall’Oglio, come un tempo: le nuove generazioni sono molto più attente al territorio e all’ambiente”.

UN PO’ DI STORIA

Dovete sapere che i Gonzaga, signori di Mantova, una delle più note famiglie principesche d’Europa, protagonisti della storia italiana ed europea dal 1328 al 1707, non si erano sempre chiamati così e non erano di famiglia nobile.

Il loro vero cognome era Corradi, divenuto poi Gonzaga perché risiedevano in quel paese di campagna del basso mantovano.

In questa famiglia, divenuta molto ricca grazie all’allevamento di cavalli di razza e con possedimenti di terreno molto estesi, il primo ad ottenere il potere fu un certo Luigi.

Costui, all’alba del 16 agosto 1328 mandò all’interno della città alcune truppe dell’esercito di Mantova e di Verona al comando dei figli Guido, Filippino, Feltrino e del genero Guglielmo.

I soldati ricevettero l’ordine di vestirsi da mercanti, mendicanti e viandanti e di radunarsi all’alba in piazza Sordello. Così fecero e, mentre la popolazione di Mantova doveva ancora svegliarsi, ad un cenno dei comandanti i soldati iniziarono a gridare “Viva Gonzaga e Paserino mòra” (Viva i Gonzaga e Passerino muoia); quest’ultimo era il soprannome di Rinaldo Bonacolsi, allora signore di Mantova.

Costui, non capendo bene cosa stesse succedendo e credendo si trattasse di ragazzacci, uscì imprudentemente in piazza, orgogliosamente seduto sul suo destriero, pensando che la sua presenza sarebbe stata sufficiente a placare la rivolta. Venne invece trafitto da una freccia lanciata da Albertino da Saviola, fedelissimo dei Gonzaga.

Rientrò velocemente a palazzo, ma arrivato sulla soglia, il cavallo ebbe un brusco sussulto e Passerino, abbandonato sulla sella a causa della ferita, morì sbattendo la testa contro lo stipite della portone.

Per celebrare la vittoria Luigi Gonzaga ordinò che in chiesa venisse cantato un “Te Deum”.

La leggenda vuole che mentre Luigi I assisteva alla funzione, si avvicinò a lui una vecchina, che in realtà era una strega, la quale gli predisse che i Gonzaga avrebbero avuto fortuna fintantoché avessero tenuto con sé un esponente dei Bonacolsi.

Luigi allora, che non aveva nessuna intenzione di tenere presso di sé alcun discendente dei suoi nemici, escogitò un ingegnoso stratagemma per soddisfare le richieste della vecchina: fece imbalsamare il cadavere di Passerino e lo tenne nel palazzo Ducale come portafortuna.

Si dice poi, che l’ultima duchessa dei Gonzaga, impressionata da quel cadavere mummificato che si trovava in bella vista nel castello di San Giorgio, lo fece gettare nel Mincio, decretando così la fine della dinastia di questa famiglia e del loro potere sulla città di Mantova

RICETTA VELLUTATA DEI GONZAGA

VELLUTATA DEI GONZAGA

450 g di zucca

2 tuorli

50 g di farina di mandorle

8 dl di brodo vegetale

2 arance

parmigiano reggiano grattugiato

pane tostato

cannella in polvere

qualche rametto di coriandolo

50 g di burro

aceto di vino bianco

sale e pepe

Lavate la zucca, provatela dei semi, ricavate dal bordo qualche fettina con la buccia e tenetela da parte. Eliminate la scorza dalla zucca rimasta, tagliate la polpa a pezzetti, copriteli con il brodo caldo e fate sbollire per 12-15 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché la zucca comincerà a disfarci. Frullate la zucca con il mixer a immersione.

Scaldate in una padella 30 g di burro e tostatevi la farina di mandorle; unitevi la crema di zucca preparata, mescolate, scaldate la vellutata ottenuta e, se necessario, diluitela con 1 mestolino di brodo caldo.

Lavate la arance e grattugiate 1 cucchiaino di scorza. Spremetele e unite il succo alla vellutata. Un attimo prima di toglierla dal fuoco, incorporate i tuorli; salate, pepate, unite anche la scorza d’arancia e spegnete.

Fate fondere in un padellino antiaderente il burro rimasto con lo zucchero e l’aceto. Quando lo zucchero si sarà sciolto e risulterà ambrato, fatevi caramellare le fettine di zucca tenute da parte per circa 1 minuto.

Distribuite la vellutata in ciotole individuali e completate con le fettine di zucca caramellate, un pizzico di cannella e il coriandolo. Servite con il pane tostato e il parmigiano grattugiato a parte.

Buon appetito !!!

AMANTI LATINI

NUOVO LIBRO DI FRANCO MIMMI

 

 

 

 

 

AMANTI LATINI
LA STORIA DI CATULLO E LESBIA

«Amanti latini» è la storia dell’amore di Catullo per Lesbia ma è anche una introduzione alla vita quotidiana nell’antica Roma – i costumi sociali e le lotte politiche, le condizioni igieniche e le speculazioni edilizie -, in un accostamento alla vita dei nostri giorni che vuole mettere in evidenza le analogie costanti pur a distanza di tanti secoli. Troppo spesso l’avvicinamento dei giovani ai classici non avviene in forma viva e partecipativa. Una bella storia d’amore (e quella di Catullo è tra le più belle) può essere un buon mezzo per attrarre un pubblico adolescente.

Si può ordinare presso la casa editrice (sconto del 15% fino al 15 febbraio con il codice AMANTILATINI15 ).

https://www.lampidistampa.it/…

E ovviamente in internet. 

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Ottimo libro!!

 

COVER del libro con titolo ed elementi COMPLETO BIS

La lettura è per me una vera passione, un momento grazie al quale posso staccare la spina e lasciarmi trasportare dalle emozioni celate tra le righe di un buon libro; anche se non sempre se ne trovano di buoni, capaci di entusiasmarci.  Di recente un amico mi ha consigliato… » L’IDEA GIUSTA «… nella versione E-BOOK, più economica, solo 2,99 €, del quale ho inizialmente letto l’anteprima sul sito  http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1021879/L_IDEA_GIUSTA#! 

Mi sono piaciuti i primi capitoli al punto da acquistare l’E-BOOK che in breve tempo ho letto, tutto d’un fiato, ed apprezzato per la semplicità della storia e della scrittura, per la ricchezza delle emozioni raccontate, per la facilità di lettura, ottimo per chi come me sta imparando la lingua italiana; lo consiglio a tutti coloro che vogliono leggere in italiano.  E’ un libro che come diciamo noi in Spagna… «te engancha» … cover e-book L'IDEA GIUSTAovvero ti prende e coinvolge, aiutando il lettore, o la lettrice, a vivere il racconto come fosse realtà attuale e personale; non vorresti smettere di leggerlo.  Mi ha emozionata e fatto riflettere perché è un testo che affronta le tematiche ambientali, argomento tanto caro a tutti noi, intercalate in una storia di passioni ed amore tra due giovani.  L’ho trovato scorrevole, gradevole, ben ritmato, curato anche nella punteggiatura; ma è anche ricco di spunti ironici e divertenti.

L’eBOOK lo si può acquistare ad un prezzo davvero irrisorio, solo 2,99 €, nulla considerando il rapporto qualità-prezzo, anche sul sito del link http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1021879/L_IDEA_GIUSTA#!  oppure su un qualunque ebook-store tra i quali Amazon, Apple, LaFeltrinelli.it, etc..

L’autore, Spirito Magnogreco, ama definirsi… «novello scrittore»… ed è al suo esordio letterario; per conoscere qualcosa in più di lui o se vorrete lasciare un commento al suo primo libro – eBook basterà cliccare questo link http://spiritomagnogreco.me/   e vi ritroverete sul suo blog.  Ma non dimenticate di lasciare un commento anche alla fine di questo post, giusto per sapere se il mio consiglio lo avete gradito. Auguro a tutti buona lettura 🙂