IL CENACOLO o L’ULTIMA CENA

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IL CENACOLO O L’ULTIMA CENA”

Nome: Il Cenacolo o L’Ultima Cena

Autore: Leonardo da Vinci

Data: 1494-1498

Tecnica: affresco fatto con tempera e dipinto (olio)

Supporto: muro con due strati di preparazione dell’intonaco sparsi su stuccatura.

Misure: 460 cm. altezza per 880 cm. di larghezza

Luogo: sala da pranzo dei monaci (refettorio) del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie (Milano).

Il Cenacolo o L’Ultima Cena è un dipinto murale originale di Leonardo da Vinci incaricato dal protettore del convento, il duca Ludovico Sforza a Milano

Storia

Si crede che nel 1494 il duca di Milano Ludovico Sforza, detto «il Moro», commendò a Leonardo un affresco per il refettorio della chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie. Questo spiegherebbe gli stemmi ducali dipinti in alto.

Alla fine, il dipinto è stato elogiato come un capolavoro di disegno e caratterizzazione. Ma si è anche denunciato che appena finito si stava staccando dal muro. Sfortunatamente, l’uso sperimentale dell’olio sul intaccato secco recò danni e problemi tecnici che portarono al suo rapido deterioramento intorno al 1500. Leonardo, invece di usare l’affidabile tecnica dell’ affresco, la quale esigeva una velocità di esecuzione impossibile da parte sua, aveva sperimentato diversi agenti agglutinanti del dipinto, che furono danneggiati dalla muffa con la formazione di efflorescenze.

Dal 1726 sono stati effettuati senza esito numerosi tentativi di restauro e conservazione, e nel 1977 è stato avviato un programma, che utilizzando le più moderne tecnologie sembra abbia apportato alcuni miglioramenti.

La pittura è rimasta come una delle opere d’arte più riprodotte, con innumerevoli copie realizzate su ogni genere di oggetto: dalle passatoie ai gioielli.

Analisi

Leonardo ha dipinto, magari suggerito dai Domenicani, un momento molto drammatico. Rappresenta la scena dell’ultima cena di Gesù di Nazareth, quando annuncia che uno dei suoi dodici discepoli lo avrebbe tradito. Questo provoca costernazione tra i dodici seguaci di Gesù e questo è il momento che Leonardo rappresenta cercando di riflettere i «movimenti dell’anima», le reazioni individualizzate di ciascuno degli apostoli: alcuni sono sorpresi, altri si alzano perché non lo hanno sentito bene, altri hanno paura e, infine, Giuda, si ritira perché nota l’allusione.

Leonardo si allontanò dalla tradizione iconografica che indicava chiaramente la figura di Giuda, il traditore, e lui la include fra il resto degli apostoli. La figura di Gesù (triangolare) si trova nel centro, in cui convergono tutte le linee di fuga. A entrambi i lati di Gesù, isolati e anche loro disposti in forma triangolare, ci sono gli apostoli, raggruppati di tre in tre.

Il tavolo con i tredici personaggi è incorniciato in un’architettura classica rappresentata con precisione attraverso la prospettiva lineare, in particolare centrale, in modo che sembra espandere lo spazio del refettorio come se fosse un artificio. Si ottiene per mezzo della rappresentazione del pavimento, il tavolo, gli arazzi laterali, le tre finestre del fondo o, infine il soffitto a cassettoni sul tetto. Questa costruzione in prospettiva è ciò che distacca di più nel dipinto.

La scena sembra illuminata dalla luce delle tre finestre del fondo, nelle quali si intravede un cielo crepuscolare. Attraverso alcuni ricorsi di prospettiva, la pittura sembra mostrare un’altra camera contigua alla sala da pranzo.

Personaggi

I 12 apostoli sono divisi in quattro gruppi di 3 che lasciano Cristo relativamente isolato. Analizzando da sinistra a destra, secondo le teste, vediamo: Bartolomeo, Giacomo il Minore e Andrea nel primo gruppo; nel secondo, Giuda Iscariota con i capelli neri e la barba, il cui tradimento spezza la triade, lasciandolo fuori, Pietro e Giovanni, l’unico imberbe del gruppo; Cristo nel centro; Tommaso, Giacomo il Maggiore e Filippo, anche lui senza barba nel terzo gruppo; Matteo, apparentemente senza barba o con una barba affilata, Giuda Tadeo e Simone il Celote nell’ultimo. Tutte le identificazioni provengono da un manoscritto autografo di Leonardo trovato durante il XIX secolo.

Misteri

La Cena di Leonardo ha molti dettagli sconcertanti e per gli amanti della crittografia, questo affresco nasconde un messaggio celato e inquietante: non mostra il calice, né Cristo che impartisce il sacramento dell’Eucaristia. I discepoli sono infatti i ritratti di importanti eterodossi del tempo di Leonardo e, inoltre, non hanno un’aura di santità, li dipinge deliberatamente umani; Leonardo si è autoritratto nella Cena dando le spalle a Gesù, come prendendo posizione contro la versione ufficiale della Chiesa. Non è una cena pasquale, come dicono i vangeli, non c’è carne sul tavolo, solo pesce e poco di più.

Andiamo ai misteri: cosa fa un coltello minaccioso nella zona di sinistra e chi lo porta?

Perché il secondo apostolo della sinistra è uguale a Gesù, anche nei vestiti? Questo allude alla convinzione che Gesù avesse un fratello gemello? Chi è en realtà la persona que si trova alla sinistra di Gesù? Non è troppo femminile per essere un apostolo? È Maria Maddalena o il giovane apostolo Giovanni?

È interessante notare che, facendo un esercizio visivo, si può vedere che i tre personaggi – Gesù, la presunta Maria Maddalena e il suo presunto figlio nascosto nel dipinto – si uniscono perfettamente attraverso lo stesso colore celeste delle loro vesti. Sia il lato sinistro di Gesù, sia il lato destro di Maria Maddalena e il bambino sono di colore celeste. Maria Maddalena è situata perfettamente tra Gesù e gli altri apostoli a destra e guarda apparentemente verso suo figlio.

Anonimo

VENECIA OTRA VEZ

NUOVO LIBRO DI FRANCO MIMMI IN SPAGNOLO

Pasiones -3 Venecia otra vez

 

 

 

 

Viejo, sucio, borrachín: el gran escritor Friedrich Schwarzenhagger, silente desde hace año,s ha caído en el olvido y es la sombra de si mismo. El narrador, que fue su biógrafo y que gracias a aquella biografía se abrió camino en el mundo literario, lo encuentra un día por azar en Venecia y lo acompaña de callejón en plazuela, de canal en canal, del Puente de Rialto a la Plaza de San Marcos y, sobre todo, de bar en bar, porque también su vena se ha secado y ve en este encuentro la posibilidad de una historia que le consienta remontar la corriente.

Pero no es el único en seguir al viejo escritor. Un joven vestido de lino blanco, cegador en el sol de Venecia, le persigue: quizás un émulo que quiere comprender sus secretos literarios, o quizás el fantasma de su inspiración que, a pesar de los años y la decadencia, desearía alcanzarlo y retomarlo en nombre del gran Arte que no se concede a todos.

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ANCORA VENEZIA

NUOVO LIBRO DI FRANCO MIMMI

Passioni -3 Ancora Venezia

 

 

 

 

 

IL VERO E IL FALSO ARTISTA

Vecchio, sporco, avvinazzato: il grande scrittore Friedrich Schwarzenhagger, silente da anni e caduto nell’oblio, è l’ombra di se stesso.  Il narratore, che fu suo biografo e grazie a quella biografia si fece strada nel mondo delle lettere, lo incontra un giorno per caso a Venezia e lo insegue di calle in campiello, di canale in canale, dal ponte di Rialto a Piazza San Marco, e soprattutto di bar in bar, perché anche la sua vena si è inaridita e vede in questo incontro la possibilità di una storia che gli consenta di risalire la corrente.
Ma non è l’unico a seguire il vecchio scrittore: un giovane vestito di lino bianco, abbagliante nel sole di Venezia, lo perseguita: forse un emulo che vuole carpire i suoi segreti letterari, forse il fantasma della sua ispirazione che nonostante gli anni e la decadenza vorrebbe raggiungerlo e riprenderlo, in nome della grande Arte che non a tutti è concessa.

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Un mese, una ricetta

Cocktail all’anguria e lime

 

 

 

 

 

 

 

La lista degli ingredienti

1 kg di polpa di anguria, il succo di 1 lime, 1 o 2 cucchiai di zucchero (facoltativo)

Prepariamolo insieme

Laviamo l’anguria, priviamola della buccia e dei semi e tagliamola a pezzettoni. Riponiamoli nel boccale del frullatore insieme al succo di un lime ed avviamolo sino ad ottenere il succo – chi lo desidera potrà zuccherarlo a proprio piacimento. Serviamo in un bicchiere insieme a qualche fogliolina di menta e con del ghiaccio.

 

Buon appetito!!!

Un mese, una ricetta

Gelato alla frutta veloce

La lista degli ingredienti:

450 grammi di frutta congelata a pezzi (anche mista)

125 ml di panna fresca, 70 grammi di zucchero a velo.

Prepariamolo insieme

Inseriamo nel frullatore (con funzione tritaghiaccio) la frutta surgelata in pezzi, lo zucchero e la panna, avviamo al massimo della velocità sino a che il gelato si sarà ben amalgamato. Serviamo subito o lasciamo riposare per 10 minuti in freezer in una vaschetta con il coperchio.

Buon appetito!!

 

DEL PADRE E DEL FIGLIO

NUOVO LIBRO DI FRANCO MIMMI

Passioni -2 DEL PADRE E DEL FIGLIO

 

 

 

 



Non che lo odiasse, ma come quel suo figlio cresceva in un modo
abnorme, mostruoso, amarlo gli sembrava più difficile. Osservava
quegli arti allungarsi, svilupparsi, prendere forza, e la testa
divenire un gran testone su un collo taurino, e si chiedeva come
conservare la tenerezza che doveva fare da culla all’affetto per la
sua creatura, all’amore per l’essere nato dal suo essere. L’orgoglio
che gli aveva fatto srotolare il metro nei primi mesi e nei primi anni
di vita del bimbo, si era mutato dapprima in curiosità e poi in
timore…

ebook in formato epub:

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p.s. Presto anche in Amazon (formato mobi per kindle)

ATTO ALLA MEMORIA DI PEP OLIVER

SABATO 19 DI GENNAIO  2019

 ORA 12:00

PUIG DE SANTA MAGDALENA (INCA)

PEP OLIVER, IL NOSTRO “sherpa”

 

 

 

 

 

 

 

 

La salita ogni uno può farla da solo.

Ci sarà un gruppo che partirà a piedi da Inca alle 10:30.

Il punto d’incontro: Via Dels pagesos, s/n,  tra stazione di benzina BP e Lidl

 

gruppoculturaleitalianomaiorca@gmail.com

 

IN ITALIANO E SPAGNOLO

«Fabrizio D. y la Belleza» Pasiones-1

È uscita la versione spagnola del racconto «Fabrizio D.» di Franco Mimmi, che può essere acquistato in Amazon.

La versione italiana è uscita a febbraio e anche può essere acquistato in Amazon. Il link è sotto in blu.

 

FABRIZIO D. E LA BELLEZZA
Arrivato a 42 anni, Fabrizio D. si guarda allo specchio e non si piace: proprio brutto non è, ma assai comune, e poiché gli sembra che possedere la Bellezza significhi far parte di una categoria privilegiata decide di diventare bello, non importa il costo o i sacrifici fisici. Ma che succede, quando un essere umano riesce a entrare nel mondo dei semidei?

 

FABRIZIO D. E LA BELLEZZA

NUOVO LIBRO DI FRANCO MIMMI
FABRIZIO D. E LA BELLEZZA
Arrivato a 42 anni, Fabrizio D. si guarda allo specchio e non si piace: proprio brutto non è, ma assai comune, e poiché gli sembra che possedere la Bellezza significhi far parte di una categoria privilegiata decide di diventare bello, non importa il costo o i sacrifici fisici. Ma che succede, quando un essere umano riesce a entrare nel mondo dei semidei?
Il costo per scaricarlo come E-book è 99 centesimi.