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La Cucina Italiana iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO

Il riconoscimento arriva durante la ventesima sessione del Comitato Intergovernativo della Convenzione del 2003 in corso di svolgimento a Nuova Delhi, in India. Come affermato nella documentazione presentata per la candidatura, la cucina italiana è una pratica quotidiana che comprende conoscenze, rituali e gesti che hanno dato vita a un uso creativo e artigianale dei materiali, contribuendo a creare un’identità socio-culturale condivisa e allo stesso tempo cronologicamente e geograficamente variegata.
L’UNESCO riconosce in questo modo la rappresentatività della cucina italiana come veicolo di cultura: si tratta di un insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali che sono trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale. Attraverso la condivisione del cibo, la creatività gastronomica e lo stare insieme, la cucina italiana si fa portatrice di valori di inclusività e di sostenibilità ambientale.
L’iscrizione giunge al termine di un lungo processo di studio e coordinamento da parte delle comunità proponenti, teso a valorizzare le numerose sfaccettature culturali e locali di un elemento che contraddistingue il nostro Paese nella sua interezza in un’ottica di apertura e ospitalità, in linea con i valori dell’UNESCO.
A promuovere la candidatura sono tre comunità: l’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione culturale della Repubblica italiana, fondata nel 1953 e che vanta, oggi, 220 sedi in Italia, oltre 80 all’estero e più di 7500 accademici associati; la Fondazione Casa Artusi, fondata nel 2007 al fine di promuovere la cucina italiana; la Cucina Italiana, fondata nel 1929, la più antica rivista gastronomica al mondo.

La cucina italiana non è solo cibo o un semplice ricettario, ma anche un insieme di pratiche sociali, abitudini e gestualità che portano a considerare la preparazione e il consumo del pasto come momento di condivisione e incontro. È il rito collettivo di un popolo che concepisce il cibo come elemento culturale identitario.
In Italia cucinare è un modo di prendersi cura della famiglia, degli amici e degli avventori. È un mosaico di tanti saperi locali, un’espressione di creatività e conoscenza che si fa tradizione e si trasmette tra generazioni. È anche una forma di tutela della biodiversità, basata sul non sprecare nulla, sul riutilizzo del cibo avanzato e sui prodotti stagionali dei vari territori. La cucina italiana fa parte della nostra storia ed è patrimonio per 60 milioni di italiani che vivono nel Paese, per 80 milioni di italiani e i loro discendenti che vivono al di fuori del Paese e per tanti stranieri che amano e si ispirano allo stile di vita italiano.